Nuraghe Nurdole

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Nel territorio di Orani, su un’altura a 700 metri s.l.m. sorge il nuraghe Nurdole. Dal sito si osserva un panorama a 360° sui monti del Goceano, del Marghine e ad Oriente il Monte Ortobene. In direzione Sud si vedono chiaramente le tre cime del Monte Gonare, Gonareddu e San Francesco.

Sulla base di roccia granitica, circondata da un imponente complesso di massi, arrotondati dall’erosione del vento, si erge un nuraghe di forma complessa con una torre centrale e quattro torri ad addizione concentrica. Nel 1988 la Dott.ssa Maria Ausilia Fadda ha condotto una campagna di scavo in questo monumento, già oggetto di saccheggio da parte di clandestini.

Il nuraghe presenta diverse fasi edilizie  e di vita che si possono inquadrare nell’insieme fra la media età del bronzo e l’età del ferro (circa 1550 – 600 a.C.). Il monumento che si adatta in modo irregolare alla conformazione naturale della roccia, è costruito nei filari di base con blocchi di granito di grandi dimensioni, mentre nelle parti più alte sono state impiegate pietre piccole disposte a filari irregolari con l’inserimento di numerose zeppe. Al monumento si accede mediante una rampa lastricata, delimitata sul lato destro da un’enorme masso di granito sul quale si adatta l’ingresso di forma trapezoidale alto 1,70m, con architrave e finestrello di scarico.

Un lungo corridoio di 6,70m conduce ad un cortile di forma rettangolare irregolare, con il perimetro delimitato da un muro che si conserva per un’altezza di 6,00m. Sul lato sinistro del cortile è inclusa una fonte di trachite con basamento circolare dal quale si diparte una canaletta che si sviluppa per 5,50m.

Da questa l’acqua, attraversando due vani di forma trapezoidale irregolare profondi rispettivamente 1,90 e 2,20m, scaturisce in un’ampia vasca rettangolare (6,50x7,40m) perfettamente lastricata che ingloba le emergenze granitiche naturali. Intorno sono state rinvenute molte “tavole d’offerta”, ovvero basi di pietra con fori ove venivano fissate offerte votive di bronzo mediante piccole colate di piombo, e una grande quantità di materiali.

Fonti:

Chiara Chisu – Orani – Archeologia e territorio – Censimento. 2006 Gruppo Archè – Orani